Apr
13

(non ad speculandum, sed ad opus scripta)

di Giuseppe Ruggiero Giuseppe-Ruggiero

Negli ormai lontani anni 1990-1991 , da neolaureato in Architettura, parallelamente al mio lavoro di collaborazione con studi professionali, cominciai a dare lezioni private a studenti della mia Facoltà in due materie piuttosto ostiche quali Statica e Scienza delle Costruzioni.
Fu forse questa questa duplice attività (il lavoro come “apprendista” e l’insegnamento) che mi condusse a cercare di essere sintetico e semplice nelle spiegazioni ed a puntare dritto all’obiettivo: l’uso consapevole di strumenti grafici e analitici per risolvere i problemi della pratica professionale, piuttosto che accademici.
costruz1Molti anni dopo, verso il 2010, mi venne chiesto di tenere dei brevi corsi di Disegno mediante l’uso del personal computer; mi resi conto che la formula adottata in passato per i corsi strutturali rimaneva sostanzialmente efficace anche per l’apprendimento dei programmi CAD.
Principalmente da queste esperienze derivano i criteri di trattazione e di esposizione che informano i miei testi: chiarezza, semplicità, sinteticità e immediato utilizzo delle nozioni apprese nella soluzione di problemi concreti, non astratti; con l’obiettivo di suscitare l’interesse dello studente e avvicinarlo alla pratica professionale.
Questo senza impoverire la trattazione degli argomenti o, peggio, effettuare “salti oscuri” per giungere a formulette magiche da usare come verità rivelate; perché, anzi, il più profondo significato di queste materie sta proprio nel rigore della trattazione iniziale e nelle semplificazioni accettabili che si introducono per consentire l’uso dei risultati nell’applicazione a problemi concreti. 11es_9-1_img2newPotremmo dire, con uno slogan, che “la verità di queste discipline sta proprio nell’approssimazione”, nel senso che i modelli grafici e meccanici ideati in sede teorica consentono di progettare con un’accettabile grado di sicurezza, pur rimanendo la realtà concreta ben più complessa.
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Per spiegare questa apparente contraddizione interna, tra analisi complessa e approssimazione nei risultati, ho fatto costante riferimento all’evoluzione storica degli argomenti trattati e dei problemi da risolvere; allo stesso fine ho preferito introdurre argomenti avanzati (soprattutto in Costruzioni) per consentire specifici approfondimenti e la comprensione delle difficoltà, talvolta davvero notevoli, insite nell’analisi teorica di alcuni problemi.

Per cercare di alleviare le fatiche dello studente, ho predisposto poi un testo di supporto che espone argomenti utili per la comprensione di problemi complessi, i quali richiedono un’adeguata preparazione di base. In esso ho illustrato le possibilità offerte dai dispositivi elettronici (pc, tablet, smartphone), sempre più diffusi, e dai relativi programmi (software) che aiutano lo studente nello studio teorico degli argomenti trattati e nelle applicazioni tecniche.
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Vi sono, infine, rimandi e connessioni tra i testi dei due corsi (Disegno e Costruzioni), che sfruttano le caratteristiche specifiche della piattaforma Didasfera, agevolano la comprensione degli argomenti, abituano lo studente ad esaminare un problema da vari punti di vista ed a fornirne una soluzione accettabile utilizzando metodi diversi, grafici e analitici, anche in combinazione tra loro: si stimolano, in tal modo, le possibilità creative offerte dal “pensiero laterale”.

 

 

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