Feb
24

di Marcello Ciancio Marcello_Ciancio_DidaSfera

Questo è un breve resoconto di un’esperienza di creazione di un testo digitale di matematica per le superiori, con un approccio che guarda alla scuola in rete.

learn-1044078_960_720La genesi di un testo talvolta nasce a tavolino come progettazione editoriale, altre volte (ed è questo il mio caso) nasce dall’esigenza di utilizzare del materiale che avesse delle caratteristiche differenti da quello che al momento era presente sul mercato.

È così che nel lontano 1996, durante i miei primi anni di insegnamento, ho notato che i libri di testo in commercio trattavano l’analisi matematica con un approccio da studente universitario, quale io ero stato fino a pochi anni prima, e non erano pertanto rivolti alla platea degli studenti delle scuole superiori. Veniva utilizzato un linguaggio eccessivamente formale, gli esercizi di base per iniziare a manipolare i meccanismi di calcolo (come il calcolo delle derivate e dei limiti) erano praticamente assenti, non c’era insomma una gradualità nel percorso di apprendimento.

Sentivo l’esigenza, come del resto molti altri docenti, di utilizzare un approccio personale alla didattica della mia disciplina, e per fare questo ho iniziato a preparare del materiale da fornire agli studenti in vece del libro di testo adottato.
Ho dovuto per questo pormi una serie di domande relativa al COME dovesse essere spiegato ogni argomento; si prenda ad esempio la spiegazione dei limiti di una funzione a una variabile. Approccio classico: definizione di limite finito di una funzione in un punto, cioè

formula matematica

È abbastanza evidente a chiunque che i migliori studenti avrebbero serie difficoltà a capire il senso di questa astrusa successione di simboli, i peggiori nessuna perché semplicemente penserebbero ad altro. L’obiettivo del docente non dev’essere quello di dire a se stesso “Oh, che bella nozione che ho tenuto oggi”, ma quello di ottenere l’apprendimento degli studenti, dunque lasciamo il formalismo agli approfondimenti, e impariamo a manipolare gli oggetti. Per imparare a manipolare il concetto di limite devo intanto saper rappresentare graficamente i vari limiti per poi trattare gli aspetti di calcolo e teorici. Ci sono sedici casi di rappresentazione grafica, del tutto trascurati dai libri di testo tradizionali che li danno per scontati, d’altra parte si pensa che essi si ricavano dalle definizioni, che sarebbero quelle stringhe incomprensibili di caratteri precedentemente esposti.

Nel giro di un anno o poco più avevo preparato il materiale da utilizzare in classe per l’analisi matematica, e a quel punto mi sono detto che tanto valeva preparare il materiale anche per gli altri anni di corso, e così dopo il libro di quinta superiore ho affrontato gli argomenti di prima, seconda, terza e quarta, sempre con lo stesso spirito critico.

Ho iniziato ad utilizzare in classe il mio materiale, rinunciando all’adozione di un libro di testo per le mie classi, grazie anche ai dirigenti scolastici che mi hanno appoggiato in tal senso. L’utilizzo costante del mio materiale mi ha permesso negli anni di correggere sia gli errori (inevitabili) sia l’approccio ad alcuni argomenti. Il mio obiettivo non era la pubblicazione di un libro, ma l’utilizzo del materiale prodotto nelle mie classi, al fine di migliorare la qualità del mio lavoro. Alcuni colleghi mi hanno chiesto di potere utilizzare tale materiale, e senza alcun problema ho sempre acconsentito a tale richiesta. Lo scopo del materiale da me preparato era favorire l’apprendimento, e se altri studenti che non sono i miei lo utilizzano ben venga. Anche alcuni allievi delle mie scuole, ma non miei alunni, ne hanno fatto uso in maniera autonoma, ringraziandomi perché l’esposizione degli argomenti era comprensibile anche per gli studenti. Uno degli obiettivi che mi ero infatti posto era utilizzare un registro differente per l’esposizione dei vari argomenti, utilizzando un linguaggio esageratamente semplice per il primo anno e via via utilizzare delle modalità di esposizione più elaborate fino agli ultimi argomenti di quinta.

Un testo per la scuola in rete deve avere a mio parere delle caratteristiche differenti da un libro di testo tradizionale, e in particolare:

  • Il testo verrà utilizzato dai docenti per tenere le lezioni, dunque le pagine web devono contenere il materiale adatto a tenere una lezione o una parte di essa. Non ci si deve perdere in lunghi discorsi di approfondimento come talvolta capita nei libri tradizionali, si può approfondire inserendo link ad altri siti o a video.
  • Il testo, in quanto in rete, sarà utilizzato dagli studenti anche in maniera autonoma, perciò gli argomenti devono essere esposti in un linguaggio comprensibile al loro livello di maturità.
  • L’informazione è inutile se non è semplice da trovare, dunque gli argomenti devono essere organizzati in maniera tale da favorire la reperibilità, da parte dello studente, dell’informazione cercata.
  • Gli esercizi, nei libri di testo di matematica tradizionale, hanno la risposta scritta accanto all’esercizio stesso. In rete è possibile rendere la risposta visibile cliccando sul tasto apposito. Ciò è un vantaggio perché spesso gli allievi cercano di arrivare al risultato partendo da esso, e ciò viene fatto tanto più se il risultato è visibile. La mancata visualizzazione del risultato, a meno che non sia richiesto, disincentiva questa errata modalità di risoluzione del problema.
  • Il futuro dell’editoria scolastica è digitale. È facile prevedere che tra pochi anni tutti gli allievi verranno a scuola con il tablet al posto dei libri di testo, e il tablet li accompagnerà per tutti gli anni di corso. Già oggi nelle mie classi il materiale viene fornito agli allievi in formato pdf (non come ipertesto), con un grande guadagno in termini di spazio e di peso. Quasi nessuno stampa il file pdf in quanto anche gli smartphone aprono il pdf e per avere il libro di testo sottomano basta dunque avere il proprio cellulare (finalmente usato in maniera utile e non solo per messaggi e social).

matematica_in_rete_DidaSferaNon esiste al momento un’esperienza di utilizzo dell’ipertesto nella sua forma attuale (del resto è stato appena pubblicato), ma il testo in formato testuale è da me (e da alcuni colleghi) utilizzato con profitto nelle scuole superiori (professionali e tecnici a indirizzo tecnologico) da parecchi anni.

Quando il lavoro era quasi terminato, intorno ai primi anni duemila, mi imbattei nel sito della Bibienne, e decisi di contattare la casa editrice, informandola che avevo preparato un libro di testo di matematica per le scuole superiori completo di esercizi, se in caso ne fossero stati interessati. Il progetto è andato a buon fine e dopo un lungo lavoro di redazione (non posso che ringraziare tutti coloro che hanno collaborato, in particolare la voce critica Elena Rossi) quest’anno i primi due anni sono pubblicati in rete.

 

Dove sfogliare il testo? Solo su DidaSfera: http://didasfera.it/didattica/s2-matematica-fisica?testo=90

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