Mag
31

C’è vita su Marte

postato da Maurizio Chatel in Epigrammi

I nativi digitali si stanno affacciando al voto. I loro coetanei di vent’anni fa consegnarono il Paese nelle mani di B.; i ventenni di oggi possono liberarcene. Ancora una volta, la Rete può lasciare un segno, dimostrando di essere entrata nella Storia. Perché il vero motore di questo vento che sta spazzando l’Italia è il linguaggio – o “idioletto” – degli internauti: l’ironia.

Per anni ho sentito i miei allievi chiedermi: “ma noi, cosa possiamo fare?” (sottinteso: di fronte allo strapotere di una certa politica, di fronte alla dimensione dei problemi). Beh… il messaggio è ancora quello di 2500 anni or sono, quello di un certo Socrate che dimostrò quanto l’ironia possa corrodere le fondamenta dell’arroganza e del potere.

La Rete ha la capacità di trasformare in una valanga la piccola palla di neve lanciata per scherzo da qualunque angolo sperduto, purché il tiratore sappia cogliere nel segno. Essa ha sostituito il rito assembleare della democrazia, diventato autogestito nel Sessantotto: l’agorà è a casa tua, ma può raccogliere masse più imponenti di qualsiasi movimento di protesta  fino ad oggi sperimentato. Dalla Rete non partono pietre o bottiglie Molotov, ma parole, alcune dure come sassi altre corrosive come acido.

Tutto naturalmente deve poi tradursi in Fatti, in Atti, in politica. Ma un conto è arrivare agli appuntamenti con la Storia depauperati dalla propaganda mediatica dei Tycoon, un altro è giungervi sulla spinta di una “educazione sentimentale” al senso di appartenenza. Quel senso che – malgrado tutti i suoi difetti – la Rete ha saputo ricreare dopo gli anni bui della televisione.

 

Posted in Epigrammi | Tagged , , , | Leave a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *