Apr
26

riso amaro…

postato da marina boscaino in Uncategorized

Ricevo da un evidentemente arguto collega di una scuola vicina alla mia questo interessante “documento politico” sul quale invito tutti a riflettere. Per quanto mi riguarda, sottoscrivo in pieno. Alla faccia del politically correct!

Cari colleghi e amici, anche oggi Azione Studentesca ha beneficato il regio Liceo Classico “Francesco Vivona” con un suo volantino. Trascrivo testualmente il terzo capoverso:

Vogliamo professori capaci di dialogare con gli studenti, che siano in grado di stare al passo con i tempi e di adeguare i metodi di insegnamento alle esigenze studentesche
.

A parte ovvie considerazioni (p.es., anche noi vorremmo studenti capaci di dialogare coi professori, studenti che magari leggano qualcosa in più rispetto alla tetralogia di Twilight, che al cinema vedano – di loro iniziativa – Welcome, Il concerto, Il profeta, Agorà, che addirittura leggano qualche volta un giornale diverso dal Corriere dello Sport, che insomma ci diano, maggirenni e patentati come sono, qualche buon motivo per dialogare, etc. etc. ), è l’esortazione a stare al passo coi tempi che mi intriga.

Ci penso un po’… che vorrà dire? Più o meno questo: dal momento che il sistema capitalista ha vinto l’intera posta, io devo giocarmela tutta con quelle regole. Che sono: libertà di circolazione delle merci – e respingimenti in mare per gli esseri umani; libera fluttuazione dei prezzi sulla base della legge della domanda e dell’offerta; libera concorrenza tra i produttori; libertà per il pesce grosso di divorare il pesce piccolo; uso legittimo della forza per la riduzione al silenzio dei dissenzienti; uso legittimo della guerra (umanitaria) per la conquista delle risorse; ognuno per sé e dio contro tutti.

Noi poveri untarelli in realtà non possiamo fare molto altro che usare le regole del vincitore per insinuarci nelle pieghe del sistema: Che merce vendiamo? La cultura! Balle. Vendiamo i voti. Perciò da oggi ho alzato i prezzi delle mie merci. Il sei in greco vale almeno un euro più dell’i-phone con cui giocano i miei studenti, cioè lo vendo a 500 euro. Il sette è a mille euro, l’otto a duemila, il nove a tremila e il dieci, che serve per l’ammissione all’università, 5000. Le mie tariffe sono da oggi sulle lavagne del Vg e del IIIi del Liceo Classico “Francesco Vivona”, e io sono al passo con i tempi. Esorto i colleghi ad adeguare le loro tariffe senza fare concorrenza sleale o dumping. Chi abbassa i prezzi è un crumiro e un comunista. L’ultimo che rimane con la panda e non si compra un VW Tuareg è proprio una me…, cioè, un professore.

Saluti a braccio teso, Massimo Sabbatini.

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One Response to riso amaro…

  1. Maurizio Chatel says:

    Ok… prendiamoci pure una pausa di sacrosanto scazzo, ma poi fermiamoci a pensare. Siamo proprio sicuri che quell’invito a “stare al passo coi tempi” intenda quello che intendiamo noi? Attenzione: gli ado non sono, ormai per definizione, politicamente acculturati, né tanto meno scafati conoscitori dei retroscena socio-economici della società. Semplicemente “ci sono” e ci crescono dentro. Quello che essi vedono innanzitutto e per lo più sono i sistemi di intermediazione che li connettono ai loro simili, cioè i media. Credo che ci chiedano, senza riflettere sul senso di ciò, di comunicare in modo diverso anche dalla cattedra. O meglio, senza più cattedra. Io ho fatto un esperimento: ho inserito Internet nello studio della storia e della filosofia, invitandoli a elaborare uno spazio interattivo comune. Ho cioè fatto capire loro che non sono cose così essenziali, che si possono tranquillamente gestire se proprio ci tengono tanto, ma che alla fine quello che conta è capire. Ebbene, la prima reazione è stata di offesa, come se li avessi derubati della loro “riserva indiana” in cui rifugiarsi indisturbati. Poi tutto è tornato come prima: scrivono sul blog, studiano (si fa per dire) sul libro, vanno al cinema, ecc. Insomma, sono ragazzi, hanno 40 anni meno di me…. non so se mi spiego.

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