Apr
07

Prove tecniche di privatizzazione.

postato da marina boscaino in tagli, Uncategorized

La notizia è di questi giorni: 100 euro per studiare una seconda lingua straniera al liceo, aggiuntive rispetto al cosiddetto contributo, volontario solo di nome, perché di fatto, ormai, è diventato elemento di sussistenza inalienabile per molte scuole. Che cosa sta accadendo? I tagli Gelmini si faranno sentire, in termini di posti di lavoro e di insegnamenti, da settembre nella scuola superiore. E allora ecco la risposta più ovvia, la più scontata, ma anche la più pericolosa per l’integrità della scuola pubblica. Una risposta che viene dalla civilissima Bologna: gli studenti del Liceo Righi avranno l’opportunità di studiare una lingua in più, pagando quello che il preside definisce un “ticket” di circa 100 euro. La cosiddetta riforma, infatti, ha tagliato il bilinguismo allo scientifico. Scuola pubblica, come si vede, comincia ad essere un concetto sempre più fluttuante: la possibilità della seconda lingua sarà riservata a coloro che potranno permettersela. C’è da giurare che non sarà né la prima né l’ultima infrazione. E – se solo lasciamo lavorare l’immaginazione – gli scenari ipotizzabili sono moltissimi. Tutti sempre più lontani dall’idea forte di scuola dello Stato che garantisca pari opportunità per tutti e che serva da strumento di emancipazione rispetto alle condizioni sociali di partenza. Bilancio di questa prima questua: 150 sui 310 iscritti al prossimo anno scolastico hanno scelto di pagare. Un grave arretramento in termini di pari opportunità. Prove tecniche di privatizzazione.

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