Nov
09

Otto euro e ottanta centesimi è la somma che vi suggerisco di dedicare all’acquisto dell’ennesima – ma davvero ennesima ! – edizione di un libricino che dal 1988 (data della sua prima uscita “ufficiale”) alimenta il mio peccato di invidia nei confronti dell’editore Il Mulino.
Va da sé che il libricino, di sole 84 pagine in formato 11×17.7, è un piccolo capolavoro, e vale ben più degli 8,80 € che costa.
Io che sono tutto tranne un collezionista, compro compulsivamente ogni nuova edizione di questo celeberrimo libello di Carlo M. Cipolla un po’ perché la regalo o la presto (che è lo stesso), un po’ perchè lo nascondo e non lo ritrovo, un po’ perché mi hanno dato da bere che la prossima edizione sarà illustrata da Tullio Pericoli… e naturalmente non è vero; ma io sono contento lo stesso. Il suo titolo è intrigante: Allegro ma non troppo; è famoso soprattutto per il saggio su Le leggi fondamentali della stupidità umana, ma il testo dedicato a Il ruolo del pepe nello sviluppo economico del Medio Evo è un capolavoro di ferocia nei confronti di storici e sociologi (a dispetto della pretesa del suo autore di aver scritto semplicemente un’operetta comica). Dovrebbero insegnarlo a scuola fin dal primo biennio, come pre-testo scolastico per vaccinare professori e allievi dal virus di stupidità trasmesso da gran parte dei testi di storia e geografia.
Una domanda comunque mi urge e vorrei che gli amici del Mulino mi aiutassero a scioglierla: ma perché proprio otto euro e ottanta?
Capisco che il pricing sia una delle cose più sofisticate e complesse della moderna economia aziendale, ma benché io insegni Editoria al corso omonimo presso l’Ateneo di Urbino, e benché abbia indagato la cosa presso i miei illustri colleghi di marketing, calcolando e ricalcolando tutte le voci del processo di produzione industriale del libro, confesso di non esserne ancora venuto a capo.
Dicevo che il 1988 – cioè ben 21 anni fa – è la data della prima edizione “ufficiale”. Cosa voglia dire ce lo spiega lo stesso Prof. Cipolla, state bene a sentire.

“(I due testi che compongono l’operetta) furono originariamente pubblicati anni addietro – rispettivamente nel 1973 e nel 1976 – in lingua inglese e in edizione riservata per soli amici. I due saggi ebbero però un insperato successo e mentre talune persone cercarono di procurarsene copia tramite amici e conoscenti, altri più intraprendenti ne fecero copie xero-grafiche o addirittura manoscritte che circolarono più o meno clandestinamente. Il fenomeno assunse proporzioni tali che l’editrice il Mulino ed il sottoscritto finalmente decisero di procedere ad una edizione ufficiale e pubblica che qui si presenta…”.

Mi colpisce quel “più intraprendenti” riferito al fenomeno della circolazione clandestina! Cosa direbbe, oggi, il Prof. Cipolla, se scoprisse che il suo testo è scaricabile da qualsiasi torrent, chiudendo il cerchio del suo esordio clandestino “in rete”? Ne sarebbe dispiaciuto?
Di certo lo sarebbe il suo editore, che dedica ben 6 righe del colophon a scandire:
“Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata, riprodotta, archiviata,memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo – elettronico, meccanico, reprografico, digitale – se non nei termini previsti dalla legge che tutela il
Diritto d’Autore ( le maiuscole sono originali, ndr). Per altre informazioni si veda il sito www.mulino.it/edizioni/fotocopie“.

Francamente, sembra più Diritto d’Editore (con le maiuscole) che non Diritto d’Autore, che ve ne pare?
Possibile che non sia passato per la testa all’editore bolognese che, forse, avrebbe potuto far circolare il capolavoro di Cipolla in PDF – beninteso protetto ! – o farlo scaricare in streaming dalla sua piattaforma, facendolo pagare solo 2,64 € (diconsi due euro e 64 centesimi) invece dei misteriosi 8,80 € ?
Come vengono fuori i 2,64 €? Semplice: togliete dal prezzo di copertina il 50% di costi distributivi e il 20% di costi industriali, et voila! il miracolo della riduzione del prezzo di copertina è compiuto. Quanto guadagna il Prof. Cipolla sul suo delizioso libricino cartaceo? Diciamo il 10%? Dunque 0,88 centesimi a copia. Bene, lasciamogleli pure. Il Mulino guadagnerebbe la stessa identica cifra per le due versioni, ma i lettori avrebbero risparmiato il 70% …!

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5 Responses to Le leggi fondamentali della stupidità editoriale

  1. noa says:

    “Quanto guadagna il Prof. Cipolla sul suo delizioso libricino cartaceo? Diciamo il 10%? Dunque 0,88 centesimi a copia. Bene, lasciamogleli pure.”

    Si, è importante che gli autori nel passaggio fra cartaceo e digitale non ci rimettano dei soldi 🙂

  2. mario Guaraldi says:

    Nel mio piccolo esempio provocatorio il 10% del cartaceo corrisponde al 30% del digitale. Ma la performance reddituale dell’autore potrebbe addirittura migliorare ! A occhio e croce si potrebbe addirittura arrivare a proporre agli autori il 40 % della versione digitale senza andare in rovina. Nel nostro caso Cipolla guadagnerebbe 1,056 € per ogni copia e l’editore 1,584 . Del resto, tolti i costi “esterni” alla casa editrice, non sarebbe giusta una equanime spartizione del beneficio fra autore ed editore ? Una specie di “società” alla pari….Ma non vorrei a questo punto che i nostri colleghi pensassero – parafrasando Cipolla – che gli stupidi siamo noi !

  3. elena asteggiano says:

    lo scarto di prezzo da misurare è ancora più ampio, perché l’edizione illustrata da Tullio Pericoli già è da un po’ sul mercato e costa euro 15:

    http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=12102

    insomma, una nuova edizione a distanza di appena un anno (certo, con il valore aggiunto dell’illustratore) ma niente versione ebook.

  4. Amalibri says:

    ipotesi sulla determinazione del prezzo: il costo 8,80 è stato ricavato dalle ultime due cifre dell’anno di pubblicazione sotto l’effetto della potente droga oggetto di studio e in ossequio alle Leggi Fondamentali analizzate ;D

    Amalibri

  5. noa says:

    Sì, diciamo ancora che in tutto questo bisogna sempre tenere presente che l’iva sul digitale è ancora al 20% contro il 4% applicabile al cartaceo.

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