Ott
31

La carota e il bastone

postato da marina boscaino in insegnanti, Uncategorized

Molti di noi lo avranno visto al Tg1 di qualche sera fa sbracciarsi, come di consueto, e spiegarci con la sua area dottorale e saccente che siamo stati cattivi, che meritiamo una punizione, che adesso pagheremo le conseguenze delle nostre azioni. Non sto esagerando: con l’aria dell’istitutore che non vorrebbe, ma che deve, profondamente convinto del valore educativo delle bacchettate sulle mani, Brunetta ha spigato ai lavoratori del Pubblico Impiego che le regole cambiano ancora, per colpa loro, del loro assenteismo, della loro inefficienza, della loro improduttività. La fascia di reperibilità per malattia aumenta di 3 ore. Così impariamo. Non siamo stati abbastanza capaci – noi lavativi-fannulloni-improduttivi-assenteisti – di meritare la carota che, benevolmente, ci aveva concesso di riportare la fascia a 4 ore, dopo che erano state ampliate a 11. Non sono una fan dell’epica “insegnanti tutta brava gente”. Ma credo che una generalizzazione così sconsiderata e irrispettosa da parte di un ministro non possa che produrre un’automatica difesa di una categoria che, come tutte, ha i suoi chiari e i suoi scuri. Ma che, come tutte e forse più di altre, merita rispetto per la funzione che globalmente svolge per la crescita del Paese.
Le ritorsioni legislative a carattere autoritario, come il 5 in condotta, la non ammissione agli esami con un’insufficienza e altri provvedimenti che il governo ha ispirato – a scuola come altrove – alla logica del pugno di ferro, sono i meno idonei a raggiungere l’obiettivo dell’interesse generale. Non a caso è lecito dubitare che sia proprio quello l’obiettivo di chi ci governa.

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