Ago
02

Packaging

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Con la parola packaging, che deriva dall’inglese “pack” (imballo), si intende lo studio della confezione, dell’imballo di un prodotto.
Nato con il compito di proteggere il prodotto, o di renderne agibile il trasporto o lo stoccaggio, l’imballo ha assunto sempre di più il compito di strumento di comunicazione.
Il pack infatti identifica il prodotto come tipologia (riconosciamo da lontano i pacchetti del latte rispetto a quelli della pasta, anche senza bisogno di leggere le scritte), poi lo identifica come marca e, inoltre, riporta tutte le scritte e le informazioni che il produttore intende dare, oltre a quelle obbligatorie per legge.
La progettazione di una confezione si divide in due fasi: la prima è lo studio della struttura e della forma della confezione, del materiale da utilizzare e la conseguente scelta della tecnologia da utilizzare. La seconda fase riguarda invece la “vestizione” grafi ca della confezione, quindi la scelta dei colori, la posizione del nome del prodotto e del marchio dell’azienda produttrice, delle scritte di legge. E, in generale, della suggestione che la confezione deve dare, in linea con quella che è la comunicazione pubblicitaria dell’azienda su quel prodotto.
Per progettare la struttura della confezione bisogna considerare alcuni fattori che influiscono sulla scelta dei materiali e della forma: il peso del prodotto (e quindi la resistenza del contenitore), la fragilità del prodotto (tipologia di imballaggio, eventuali protezioni anti urto), stato fisico (se liquido il materiale dovrà essere impermeabile), deperibilità (isolamento dall’aria), tipo di trasporto e di stoccaggio, numero di pezzi (per valutare l’ammortamento dei costi). Inoltre bisogna tenere presenti implicazioni di tipo tecnologico, per esempio la facilità dell’imballaggio nel ciclo produttivo del prodotto.
Nella scelta del materiale bisogna anche tenere presente che non tutti i materiali consentono la normale stampa tipografica e può rivelarsi necessario utilizzare altre soluzioni (per esempio la stampa serigrafica) con un aumento dei costi e una diversità dell’impatto visivo.
Se parliamo di una scatola in cartone il procedimento di massima è questo: prima si disegna lo sviluppo dell’involucro, disegno che servirà per la creazione della fustella. Poi si procede alla realizzazione del file contentente la grafica della scatola, seguendo ovviamente il disegno dello sviluppo al quale deve coincidere perfettamente. La stampa della grafica sul cartone viene eseguita prima del procedimento di fustellatura, cioè sul foglio piatto ancora integro. La fustella è una maschera metallica che inserita in una macchina detta fustellatrice taglia il cartone della forma voluta, la macchina poi lo piega come indicato e si procede all’incollaggio.

[dal modulo 02, La grafica, pagina 36]

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