Mag
06

Ci risiamo.. il contrassegno SIAE è tornato, più invadente e subdolo che mai.
In data 06 aprile 2009 è stato pubblicato sul numero 80 della Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. 23 febbraio 2009 n. 31 contenente il “Regolamento di disciplina del contrassegno da apporre sui supporti, ai sensi dell’articolo 181-bis della Legge 22 aprile 1941, n. 633” ove possiamo trovare le nuove disposizioni riguardanti il “bollino” e i vari aspetti del suo utilizzo.
Dopo un primo articolo in cui è rinvenibile un sospetto tentativo di ridonare nuova legalità al bollino SIAE, rendendone l’esistenza e il funzionamento conformi ad i numerosi e pressanti diktat provenienti dagli organismi europei (in primo luogo va ricordata la Corte di Giustizia delle Comunità Europee che, con la sua nota sentenza del 08 novembre 2007, aveva profondamente segnato il nostro panorama legislativo in materia di diritto d’autore), ritroviamo altri sette articoli che vanno compiutamente a definire caratteristiche, oggetto e casi di applicazione del ben noto bollino.
Questa nuova rinascita del tanto odiato e contestato contrassegno lascia oltremodo perplessi per le modalità con cui il nostro Legislatore ha inteso riportare in vita un meccanismo portatore di irrinunciabili gettiti, scoprendo un meccanismo di ambigua retroattività per imporre la vidimazione e marchiatura di supporti già esistenti in data antecedente all’entrata in vigore del nuovo D.P.C.M. (sul punto appare ottimo il commento steso dal collega Daniele Minotti sul numero 18 del settimanale “Guida al Diritto” in cui vengono appunto analizzati i rapporti della nuova normativa nazionale con i vari interventi di carattere europeo in materia di tutela del diritto d’autore).
Inutile dire come questa constante e interminabile querelle riguardo alla necessità, legittimità e funzionalità non può che danneggiare un settore creativo e tecnologico che avrebbe sempre più bisogno di normative semplici e chiare (tali da favorire lo sviluppo del mercato) anziché di continui stravolgimenti al limite della “legalità” con inevitabili, prevedibili e di certo seri problemi ed incertezze in sede di interpretazione (e successiva applicazione) della neonata normativa in materia.
E’ auspicabile un rinnovato e urgente intervento organico e dettagliato sul punto oggetto di discussione da parte del Legislatore così da chiarire una volta per tutte, e senza ambiguità, quello che deve essere un argomento che travalica i meri interessi nazionali (e di categoria) per armonizzare la normativa interna a quella cristallizzata in ambito continentale.
Solo con un quadro completo e dettagliato (e conforme alle previsioni “europee”) il nostro Paese potrà rendersi attore di prim’ordine in un mercato oltremodo attuale ed in completa evoluzione.

Posted in Diritto d'autore | Tagged , | Leave a comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *